Lo Yoga Nidra trae le sue origini da due sistemi molto antichi e importanti: Nyasa Yoga e Raja Yoga, che fanno parte della filosofia Tantrica.
Lo Yoga Nidra permette di raggiungere quello stato di rilassamento che fa arrivare l’informazione “voluta” nella nostra mente nel momento favorevole, ovvero quando il sistema biologico del cervello è equilibrato e pronto a ricevere. L’informazione così entra al posto giusto e alla giusta profondità, generando nel modo migliore i collegamenti tra la struttura biologica e le facoltà mentali.
I punti principali di Yoga Nidra sono la VOLONTà e il SANKALPA (proponimento).
Tutti abbiamo la forza di volontà perché è una forza naturale, ma per manifestarsi fuori dagli stati di necessità, ha bisogno dell’interazione di tre energie: Iccha Shakti (volontà), Gyana Shakti (conoscenza), Kria Shakti (azione) = la forza dell’energia nell’azione.
La debolezza della forza di volontà viene dall’essere dispersi in troppi desideri e troppe direzioni, che frammentano la forza e così si perde energia. Avere attenzione, concentrazione, consapevolezza è un modo per risvegliare tutte le risorse, le energie, le facoltà che ci permettono di realizzarci.
Il sankalpa (proponimento) è la parola che definisce così l’obbiettivo personale che ci si può prefiggere per dare una direzione alla propria vita o per superare una cattiva abitudine, una dipendenza o un limite.
Un sankalpa può trovare la sua risoluzione in poche settimane oppure può durare anche tutta una vita e in ogni caso una volta formulato è bene mantenerlo fino alla sua realizzazione o esaurimento, a quel punto si può modificare o trovarne uno nuovo e quindi progredire nella risoluzione dei propri limiti o nella realizzazione della propria direzione.
La tecnica di Yoga Nidra è stata pensata in maniera da utilizzare le tendenze naturali della mente con consapevolezza, per poi accedere alle parti più profonde di se stessi. Attraverso l’uso consapevole dell’attenzione alle diverse parti del corpo, l’attenzione al fluire del respiro; la mente superficiale, quella che produce le onde beta, inizia a calmarsi e rilassarsi. Questo avviene senza lottare contro le condizioni naturali e le tendenze della mente, è la fase della Rotazione della Consapevolezza. Così il corpo è rilassato, e si può introdurre il Sankalpa. Poi inizia il processo più profondo di esplorazione delle sensazioni opposte attraverso il tatto: caldo-freddo, pesante-leggero, dolore-piacere, grande-piccolo etc. Con questa esperienza andiamo a lavorare sulla mente e sul cervello, producendo effetti positivi sull’ipotalamo, responsabile dell’adattamento del corpo alle differenti sensazioni ed anche responsabile della trasformazione di un pensiero o di un’idea in sentimento e in esperienza. In questo progressivo rilassamento profondo il cervello produce onde alfa, lo stato di connessione fra la mente conscia superficiale, la mente subconscia e la mente inconscia, creando uno stato di equilibrio nel quale si può radicare un proponimento, perché la mente si trova in uno stato ricettivo. Nelle fasi successive si focalizza la consapevolezza sulla visualizzazione di immagini archetipiche che completano e approfondiscono il lavoro interiore.